Oggi, 17 marzo, alle ore 15:00, si è tenuto il primo dibattito in programma a conclusione del primo modulo del corso di formazione per insegnanti delle scuole superiori organizzato dal progetto EUPress, finanziato dalla Commissione Europea.

La responsabile del progetto, Francesca Berti dell’Università Roma Tre, ha moderato il dibattito tra i partecipanti, i quali hanno espresso le loro riflessioni sulla necessità di integrare nel programma didattico delle rispettive materie alcune delle importanti tematiche europee affrontate nel corso di formazione: dalle origini del processo di integrazione europea, alle sfide dell’Unione Europea, fino ai concetti e alle categorie per comprendere l’UE e il suo sviluppo e funzionamento.

Gli insegnanti hanno avuto l’opportunità di condividere brevi presentazioni sugli argomenti che li hanno maggiormente colpiti e su come integrare tali argomenti nei propri programmi scolastici, dando vita a un’interessante discussione sull’integrazione dell’educazione civica europea nelle scuole secondarie.

«Credo che tutti gli argomenti trattati nel primo modulo sarebbero utili in classe. Per comprendere a fondo i meccanismi di un sistema così complesso come l’Unione Europea, è necessaria la conoscenza delle sue parti e delle relazioni interne tra di esse», ha affermato Piotr Nazaruk, insegnante di inglese del CLVI Liceum Ogólnokształcące Integracyjne (a Varsavia). «La sfida – ha proseguito Piotr – rimane: come rendere accessibile agli studenti tutto quel materiale complesso in un lasso di tempo limitato».

Come trasmettere agli studenti i temi dell’educazione civica europea è un argomento cruciale che verrà affrontato il mese prossimo in una lezione dedicata. Tuttavia, nel frattempo, Piotr ritiene che «mentre alcune parti degli argomenti potrebbero essere integrate nel materiale didattico durante le mie lezioni, la maggior parte degli argomenti potrebbe essere trattata durante le lezioni extra».

Per quanto riguarda l’integrazione di argomenti specifici sull’Europa, Ernesto Bellucci, insegnante di inglese del Liceo Classico-Musicale Petrarca (Arezzo), ha affermato di essere rimasto colpito dal «modo in cui Lagarde ha modificato l’emissione di titoli obbligazionari durante la pandemia, tenendo conto di quanto la vita di un Paese fosse stata colpita dal Covid e non del capitale di quel Paese presso la Banca Centrale Europea. Non so esattamente come, – ha proseguito Ernesto – ma mi piacerebbe includere questo punto in un programma didattico, magari collegandolo al senso di solidarietà di Dickens che è alla base di tutti, o quasi, i suoi romanzi».

 

 

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